La schiuma della memoria

Qui si parla innanzitutto di un romanzo, uscito nel novembre del 2010 presso le edizioni Montag di Tolentino.
Il titolo è La schiuma della memoria e l'ho scritto io.
Poi si parla e si scrive di altre cose, di fotografie e di film, di libri letti e di teatro, di teatroterapia e di paesaggio. E di altro ancora. L'intenzione è comunque quella di raccordare la memoria con l'attualità per ritrovare il senso perduto degli eventi e per non dimenticare personaggi che con le loro vite hanno scritto pagine di storia non solo privata, ma anche collettiva. Molti di essi sono i miei riferimenti culturali e di valore. Il romanzo stesso dialoga con questi contenuti, in modo dinamico, in costante evoluzione, perché la memoria non è cristallizzazione ma è senso e significato. Mi piacerebbe che la lettura del blog desse anche il piacere della scoperta e di un punto di vista sul mondo spostato dalla norma, in qualche modo sorprendente. Buona lettura.
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domenica 13 dicembre 2015

Max Manfredi e Federico Sirianni al bar Cristallo

Musica dal vivo di qualità al Bar Cristallo di Parma, ieri sera, 12 dicembre 2015.

Protagonisti sono due cantautori genovesi, Max Manfredi e Federico Sirianni, il primo nato nel 1956, il secondo nel 1968. Max sottolinea, a un certo punto, le differenti generazioni cui i due appartengono; anche dal punto di vista musicale i riferimenti sono diversi. In comune, Genova e la sua atmosfera musicale (ma fatta anche di colori e di profumi e di voci e di suoni).
Ma questo è il "Nogenova tour" e l'atmosfera mediterranea si stempera nella serata nebbiosa che avvolge il locale del centro e lo racchiude in una conchiglia trasparente, dai vetri appannati dalla differenza di temperatura: freddo umido all'esterno e calore anche un po' alcolico all'interno.
Non conoscevo Sirianni, mentre sono da tempo un conoscitore e profondo ammiratore della musica di Max Manfredi, che non ero mai riuscito a sentire dal vivo.
Le canzoni di Max Manfredi sono poetiche, coi testi originali e lessicalmente molto ricchi e creativi, che si uniscono a musiche mai banali, dotate di una certa ricchezza compositiva.
Il Mediterraneo si respira, dentro alle canzoni di Max, più che in quelle di Sirianni. Belle canzoni anche quelle di Federico, comunque: testi originali, ballate rock folk molto ritmate, di cui uno dei riferimenti è senz'altro il migliore Bob Dylan, omaggiato da Sirianni con la cover di Sara (contenuta nell'album Desire del 1975). Ed è proprio la scaletta, costruita sull'alternarsi dei brani di Manfredi e Sirianni, che rende vivo e piacevolissimo il concerto, grazie anche alla varietà musicale presente, oltre che all'elevatissima qualità dei brani.
I 10 brani presentati da Manfredi appartengono a diverse stagioni compositive. Il concerto si apre con L'ora del dilettante (in Luna persa del 2008), eseguita a due voci e due chitarre con Sirianni. Sono le 22. Prima di loro hanno presentato alcune canzoni del loro repertorio Rocco Rosignoli (che si esibirà con bravura in alcuni brani di Manfredi al bouzouki, un liuto greco -a ribadire le sonorità mediterranee che permeano le canzoni di Max) e Ugo Cattabiani.
Dallo stesso album, verso la fine del concerto, Manfredi propone anche Il morale delle truppe, Il treno per Kukuwok e Retsina (che è un vino greco), tre brani che testimoniano insieme al primo la grande varietà musicale e la creatività dei testi dell'album indicato, con atmosfere che spaziano dall'ironia, a tratti quasi satirica, alla malinconia cullata dal bouzouki.
Momenti altissimi con Tra virtù e degrado (tratta da L'intagliatore di santi del 2001), dedicata a Genova con parole poetiche e ironiche: senz'altro una delle mie preferite, insieme a La fiera della Maddalena, tratta da Max, album del 1994, una delle più note di Manfredi, perché nell'album si era prestato con entusiasmo a cantarne le ultime strofe un tal Fabrizio De André. Un pezzo splendido, che merita sicuramente un posto importante fra le più belle canzoni d'autore di tutti i tempi. Genova è la città, oltre che di De André, anche di Don Andrea Gallo, scomparso nel 2013, prete di strada, fondatore e animatore della Comunità di San Benedetto al Porto di Genova.
E proprio a don Gallo, Sirianni dedica una canzone molto bella, in cui si respira la vicinanza agli ultimi del sacerdote di simpatie anarchiche e pacifiste. Ma forse la canzone più bella proposta da Sirianni è Nato sfasciato. Canzone più vicina alle sonorità e alle atmosfere di Manfredi è La rosa nel cielo, dolce ballata romantica. Notevolissima anche la cover di Che cosa sono le nuvole, canzone scritta da Pier Paolo Pasolini per Domenico Modugno, che la canta nel finale del breve film omonimo, ispirato alla vicenda di Otello.
Tornando alle canzoni di Max Manfredi, rimangono da citare Storie del porto di Atene, tratta da L'intagliatore di santi; Natale fuoricorso, tratta da Max e i due brani tratti dall'ultimo album del 2014, Dremong. Si tratta di Sangue di drago e de Il negro, entrata nella cinquina finalista per la migliore canzone del Premio Tenco 2015.  Una canzone quest'ultima, che si chiude con le parole "Ho pagato una controfigura, un prestafaccia che ti scriva una canzone e se non t'è piaciuta/ non importa, spacco il culo al vento, sono l'unico capace a dedicarti una canzone muta".
Poco muta e poco silenziosa, invece, la gente presente nel bar, eccezion fatta naturalmente per chi, come me e pochi altri, fra i quali un artista di lungo corso come Flaco Biondini, hanno scelto di trascorrere la serata al Cristallo proprio per la presenza di Manfredi e Sirianni. Delle volte mi chiedo come facciano certuni a entrare in un bar dove, cosa rara, si sta proponendo musica dal vivo e non si fermino nemmeno per un attimo ad ascoltare la musica, che so, magari semplicemente per curiosità. Come si fa a non cogliere la qualità della musica che ti entra nelle orecchie? Musica che si interrompe poco dopo la mezzanotte dopo due ore di concerto. A mezzanotte e trenta circa, esco dalla conchiglia mediterranea e calda per reimmergermi nella nebbia padana. Cammino verso casa con passo veloce e tengo dentro di me il calore del locale.
Grazie Max, grazie Federico, grazie bar Cristallo.

lunedì 28 aprile 2014

Il mio XXV Aprile

Il mio XXV aprile è cominciato il 24 e finito il 26, quest'anno.
Il 24 ho avuto il piacere di partecipare come attore a una performance teatrale in quadri scenici, ideata e realizzata da Alberto Scozzesi, al suo esordio come regista teatrale.
La performance, svoltasi alle 21,30 nei giardini del Castello di Montecchio, ricordava alcuni episodi della Resistenza. Non so se nelle intenzioni di Alberto ci fosse la volontà di utilizzare i quattro elementi delle origini Acqua, Terra, Aria (cielo) e Fuoco, ma di fatto così è avvenuto. Ha una bella capacità visionaria, Alberto. Bravo, un bell'esordio.
Il 25 mi sono dedicato a rifinire gli elementi di regia di un'altra performance.
Nell'inverno scorso avevo ideato e coordinato un laboratorio taetrale a scuola, all'Istituto Rondani di Parma, condotto da Oreste Braghieri, montecchiese residente in Sardegna da vent'anni.
Oreste da diversi anni trascorre i mesi da novembre a febbraio a Montecchio Emilia e conduce alcuni laboratori teatrali con adulti e con studenti delle scuole secondarie superiori di Parma.
Io l'ho coadiuvato nella realizzazione del laboratorio, fungendo, in pratica, anche da aiuto regista.
Il laboratorio ha messo in scena uno spettacolo liberamente tratto da Se questo è un uomo di Primo Levi. Il laboratorio si era concluso nel febbraio scorso.
Poi il progetto ha avuto la possibilità di essere riproposto alla cittadinanza, grazie al bando del Comune di Parma, al quale l'Istituto Rondani ha partecipato. Al progetto è stata riconosciuta una dignità di rappresentazione pubblica e così, col patrocinio del Comune, il 26 gli studenti del Rondani sono tornati a rappresentare In fin che un giorno (questo il titolo del lavoro), nella Galleria di San Ludovico, alle 11. E stavolta in cabina di regia c'ero io, per la prima volta.
E' stato bello ed emozionante esserci.
Un 25 aprile lungo ed intenso, senz'altro da ricordare nella mia esperienza di vita. Mi ha fatto sentire protagonista attivo di un giorno dedicato alla memoria che mi è fra i più cari, che ritengo fra i più importanti e degni di essere ricordati. Forse il più importante in assoluto, per quanto mi riguarda.

Le foto sono di Ezio Alessandri


domenica 8 gennaio 2012

A Milano, tre mostre e tre lavoratori sulla Torre

Oggi ho trascorso la giornata a Milano. Ma, visto l'orario in cui pubblico il post, è già diventato ieri.
Sono andato a vedere tre mostre: l'Arte Povera alla Triennale, nel parco Sempione; le fotografie di Leonard Freed ("Io amo l'Italia") alla fondazione Stelline, nei pressi di S. Maria delle Grazie; le fotografie di Robert Mapplethorpe al Forma (zona Porta Ticinese).
La mostra dedicata all'arte povera fa parte di una rete di esposizioni in diversi spazi italiani di arte moderna: a Torino, a Bologna, a Napoli, a Roma e, appunto, a Milano.
Un'operazione culturale che fa di questo autunno/inverno una stagione di riscoperta dell'arte povera, movimento artistico e culturale che ha riscosso negli anni '60 e '70 l'interesse internazionale.
Belle le installazioni presenti a Milano, una delle esposizioni più importanti, se non la più importante, del circuito, per quantità e qualità delle opere presenti.
 Mi hanno colpito in particolare alcuni lavori, che provo a raccontare.
Verso oltremare di Giovanni Anselmo (1984): una grande pietra di Luserna a forma di vela, un cavo agganciato al muro che la sostiene, un quadrato blu scuro che incornicia allo sguardo il vertice alto della pietra. Emozionante.
Iconografie (Bacinelle) (1980) di Luciano Fabro. La sua idea è davvero notevole per semplicità ed efficacia, realizzando al massimo livello i dettami dell'arte povera: qualcosa che tutti potrebbero realizzare dal punto di vista tecnico, ma solo l'artista ha l'idea di realizzare l'opera. Le sue bacinelle sono pezzi di vetro immersi in bacinelle ripiene di acqua distillata. Sui pezzi di vetro ci sono incisi dei nomi: Socrate, Archimede, Giovanni Battista, Lavoisier, Pasolini.
 E l'artista dice nella didascalia che vuole rendere omaggio a quegli intellettuali che hanno pagato col corpo violentato e ucciso la loro indipendenza, la loro libertà di pensieo rispetto al pensiero dominante.
E come è successo al Battista, qualcuno ha chiesto su un vassoio la loro testa. Il vassoio qui diviene bacinella e il vetro e l'acqua sono frammenti della loro limpida esistenza. I loro nomi scritti come graffiti sui vetri.
Infine, segnalo L'albero porta di Giuseppe Penone (1993), un tronco di sequoia scavato, nel quale è stato inserito un tronco di abete lavorato.
Si tratta di lavori più recenti rispetto alla nascita dell'arte povera, segno però che la vitalità è ancora intatta. Nata come ribellione al consumismo, ha in Pasolini uno degli intellettuali di riferimento.
La crisi dei consumi attuale, dovuta non a un cambiamento culturale, ma semplicemente alla crisi economica, può dare impulso per ulteriori riflessioni e realizzazioni artistiche che utilizzino materiali naturali lavorati al minimo. La mostra è aperta fino al 29 gennaio.
La mostra di Leonard Freed alle Stelline espone fotografie in b/n scattate dagli anni '50 al 2000. L'amore per l'Italia non è mai scomparso in Freed, che nelle sue foto cercava più l'emozione e il senso dell'esistenza che il realismo e la documentazione epocale.
 Così le differenze fra il 1956, primo viaggio italiano di Freed, e il 2000, ultimo viaggio a Roma, non mostrano particolari che ci fanno riconoscere l'epoca diversa.
Le immagini sono bellissime, alcune sono composizioni veramente originali e rendono uno sguardo sul mondo molto atttento a cogliere l'attimo irripetibile, l'emozione forte o sottile, sotto pelle.
Giochi di forme, di luci e di ombre, di contrasti assorbiti in un equilibrio elegante e un po' visionario, mai estetizzante. La mostra è aperta fino al 22 gennaio, ospita 100 fotografie, di cui almeno 30 davvero straordinarie. 
Milano, 1992

Senz'altro estetizzante, invece, il lavoro di Robert Mapplethorpe, visibile al Forma.
Fotografo di corpi, di cazzi (una delle foto più divertenti si intitola, appunto, Cazzo e Pistola e sopra a un pene c'è una magnum), di fiori (in particolare di calle) e di Patti Smith.
Patti Smith fu proprio una delle sue prime modelle. Il modello estetico di Mapplethorpe era ambiguo, con femmine affascinanti ma con una parte maschile molto sviluppata e con maschi dai corpi scolpiti, ma esposti e resi esteticamente come quelli delle modelle femminili.
A Mapplethorpe interessava la forma, con la quale giocava, costruendo immagini dalla luce perfetta e dalle geometrie precise al millimetro.
Alcune immagini sono veramente geniali nella composizione e talmente perfette da suscitare anche qualche emozione, oltre all'ammirazione tecnica e stilistica.
Ma per lo più, le sue sono foto fredde, tendenzialmente classicheggianti nella scultura dei corpi e nelle proporzioni.
Sua la copertina del primo disco di Patti Smith, Horses, in cui le sue regole estetiche sono ben connotate e decodificabili. La mostra è aperta fino al 9 aprile e comprende circa 180 scatti.

In Stazione Centrale, intanto, prosegue la clamorosa protesta dei lavoratori del servizio notturno soppresso da Trenitalia e Fs. Tre dipendenti di Wagons Lits, vivono da quasi un mese sulla torre faro della Stazione centrale di Milano, per protestare contro i 539 licenziamenti previsti dalla soppressione del servizio.





martedì 31 maggio 2011

Il teatro è libertà

Il teatro è libertà, c'era scritto su un lenzuolo appeso a una grata con filo spinato. Eravamo nel greto del torrente Parma, domenica scorsa, 29 maggio. Era la scritta che accoglieva il pubblico della transizione al teatro del laboratorio di teatroterapia di questi mesi, l'atto conclusivo di un lavoro di gruppo bello ed emozionante, dal titolo Quattro elementi e cinque sensi per un'ecologia delle emozioni
 
Lo sfondo drammaturgico del laboratorio era costituito da uno scenario delle origini.
Quattro elementi: Terra, Acqua, Aria, Fuoco, vale a dire gli elementi fondamentali secondo la filosofia presocratica, rimasti nella tradizione occidentale come modo di interpretare il mondo e di orientarsi in esso;
Cinque sensi per percepire il mondo: Vista, Udito, Tatto, Gusto e Olfatto.
Nel mondo contemporaneo dell'immagine nel quale viviamo, siamo davvero sicuri di sapere ancora che cosa significhi "guardare"? O il bombardamento d'immagini fa assopire il più oggettivo dei sensi? E siamo poi così sicuri che ciò che vediamo sia più oggettivo dei suoni che udiamo, dei profumi che ci stuzzicano il naso, di ciò che possiamo toccare? Come possiamo utilizzare i nostri sensi per esplorare il mondo della Terra, dell'Acqua, dell'Aria, del Fuoco?
Queste domande aprono possibilità esplorative, dischiudono emozioni che possono essere le tappe di un viaggio che ha per obiettivo quello di guadagnare un nuovo sguardo sul mondo, entrando in contatto con gli elementi primigeni attraverso la relazione teatrale, quindi estetica ed artistica, e con gli altri. L'improvvisazione spontanea e guidata è la tecnica trasversale a tutti gli incontri.
Il corpo diviene così strumento di questa relazione, diviene memoria dell'azione teatrale, diviene corpo espressivo e pensante. Il corpo pensante, superando il dualismo pensiero/materia, ci mette di fronte a noi stessi, alle nostre risorse, ai nostri limiti, alla nostra possibilità di andare oltre i paradigmi che ci orientano. Una nuova bussola, da conquistare e successivamente portare con sé.
Dopo dieci tappe, dieci incontri di lavoro, il gruppo ha scelto di mettersi in scena: è un atto di generosità, di dono espressivo ed emotivo.
L'ingresso era gratuito e riservato agli invitati, che sono stati i testimoni della transizione. 
La performance si è sviluppata come un percorso nel greto, con alcune azioni corali e azioni teatrali individuali o a coppia. Un'ora e mezzo di teatro e di cammino nel greto: lo scopo della transizione è far conoscere ad amici e persone amate il senso del laboratorio e del lavoro su di sé; oltre a questo, sono state invitae alcune persone interessate alla teatroterapia per il laboratorio del prossimo anno. Anche il pubblico, avendo queste caratteristiche, deve stare al gioco, essere disponibile a seguire le azioni, non sempre tecnicamente perfette e non sempre con ritmi adeguati. Ma lo spirito deve essere, per tutti, quello di scoprire, ascoltare, cercare di entrare in sintonia con il lavoro, che è comunque artistico e teatrale, in uno scenario suggestivo, per certi versi simile a un deserto (avete presente un torrente quasi in secca?).
Dopo la transizione, il gruppo e alcuni amici si sono fermati a mangiare in un prato ciò che avevano portato da casa. Ognuno col suo piatto, le sue posate, il suo bicchiere, per evitare di produrre rifiuti.
Bevande rigorosamente naturali: acqua, succhi di frutta e, come si conviene alle belle occasioni conviviali, del buon vino.
E' stata una giornata lunga, luminosa e bellissima.
Grazie a tutti coloro che hanno partecipato e in particolare ai dodici "transitori", che mi donano ogni anno emozioni e la sensazione di essere presente nelle cose e nelle situazioni.
Con umiltà, con semplicità, con verità. La verità del teatro.

lunedì 16 maggio 2011

REFERENDUM, REFERENDUM!

Segnalo due appuntamenti parmigiani e uno piacentino per ricordarsi dei referendum di giugno.
Il primo il 20 maggio, il secondo il 23. A Caorso, il 21.

Il 20 maggio, all'auditorium Toscanini di via Cuneo, alle ore 21, il Coordinamento provinciale Acqua Pubblica di Parma e il Comitato No Nucleare di Parma organizzano un incontro col senatore dell'Italia dei Valori professor Pancho Pardi.

Il 23 maggio, presso il salone Trentin della CGIL in via Confalonieri, alle 20,30, organizzano un
CONVEGNO / SEMINARIO
VERSO IL REFERENDUM
DEL 12 - 13 GIUGNO
3 SI
PER L’ACQUA PUBBLICA
E PER FERMARE IL NUCLEARE
23 maggio 2011
ore 20.30
Salone B. Trentin - Via Casati Confalonieri 5/A - Parma
Roberto Fumagalli
Vice Presidente del Comitato Italiano Contratto Mondiale sull'acqua e
Referente Regionale per la Lombardia Referendum Acqua
Lorenzo Frattini
Presidente di Legambiente ER
Coordinatore regionale del Comitato "Vota si per fermare il Nucleare"
IL MONDO DEL LAVORO A SOSTEGNO DEI REFERENDUM
http://www.acquapubblica.parma.it/

Sabato 21 maggio 2011 a Caorso
www.fermiamoilnucleare.it
COMITATO VOTA SI PER FERMARE IL NUCLEARE
info: fermiamoilnucleare.er@gmail.com
fermiamoilnucleare.lombardia@gmail.com
Non è bastata Cernobyl e neanche Fukushima per capire che l’energia nucleare è troppo pericolosa e non ha futuro!
Occorre per questo riaffermare la nostra voglia di democrazia, occorre andare a votare al referendum, occorre dire SI per fermare il Nucleare e incrementare le fonti energetiche rinnovabili, occorre sviluppare la ricerca scientifica per tutelare l’ambiente creando occupazione qualificata.
Lo facciamo tutti insieme a Caorso, sede della più consistente, controversa e fallimentare esperienza nuclearista italiana.
Sono invitati a partecipare:
I Cittadini, le Associazioni, i Comitati ed i gruppi
dell’Emilia Romagna e della Lombardia
Gli Amministratori di Comuni, Province e Regioni
dell’Emilia Romagna e della Lombardia
I Partiti Politici delle Regioni
Lombardia ed Emilia Romagna
Una catena umana
PER FERMARE IL NUCLEARE

Coordinamenti della Lombardia e dell’Emilia Romagna
P R O G R A M M A ORE 14,30
Ritrovo dei partecipanti a Zerbio
(frazione di Caorso vicino alla centrale) ORE 15,00
Composizione di una Catena Umana
di Km. 2,4 tra la ex Centrale ed il Comune di Caorso ORE 16.30
Festa Insieme a Caorso (campo sportivo) Interventi dal palco, musica
e spettacoli
Aggiungo un'ottima notizia. In Sardegna il referendum per il no al nuclere ha raggiu to il quorum e i sì sono al 98%. Ogni tanto si può tornare a sperare in questo paese.
Per saperne di più:
http://www3.lastampa.it/focus/elezioni2011/articolo/lstp/402489/
http://www.unita.it/italia/nucleare-la-sardegna-dice-no-br-affluenza-record-al-referendum-1.293609
TUTTI A VOTARE IL 12 E 13 GIUGNO, E' L'UNICO STRUMENTO CHE ABBIAMO PER FARCI SENTIRE ORA E PER DARE UN SEGNALE CHIARO ANCHE ALLE OPPOSIZIONI SU CHE POLITICA VOGLIAMO, SU QUALI CONTENUTI DEVONO ESPRIMERE PER AVERE IL NOSTRO VOTO ALLE PROSSIME POLITICHE.

mercoledì 4 maggio 2011

Antonio Ligabue, la follia del genio

Il 12 marzo è stata inaugurata la mostra "ANTONIO LIGABUE, La follia del genio", che proseguirà fino al 26 giugno presso la Fondazione Magnani Rocca di Mamiano (Traversetolo, Parma).
L'ho visitata nei giorni scorsi.
La mostra comprende 150 opere, vale a dire un'ampia selezione dei dipinti a olio, quelli che l'hanno reso famoso, una serie di disegni e di incisioni, alcune sculture di bronzo ottenute dagli originali in argilla (che l'autore masticava a lungo, dopo averla prelevata dal fiume Po, per renderla più duttile) e qualche terracotta.
Ogni volta che si guardano le opere di Ligabue, ogni volta che ci si sofferma a riflettere davanti a esse, si scopre qualcosa di nuovo: un particolare che era sfuggito, una sfumatura di colore, una delle tante presenze di viventi in primo piano o sullo sfondo. E rimane un mistero, sempre e comunque. E' difficile, forse impossibile carpirli tutti. Fatto dovuto alla grandezza dell'artista e al suo percorso artistico, capace di far vivere sulle tele le inquietudini interiori e le immagini di lotta per la vita e per la sopravvivenza, nelle quali probabilmente, in qualche modo si riconosceva.
Io ho notato gli occhi. Gli occhi delle belve, leoni, tigri e leopardi, gli occhi dei serpenti, gli occhi delle scimmie. Che siano vittime o carnefici nel grande pasto della catena alimentare dell'ecosistema, quegli occhi sono uguali ai suoi, gli stessi dell'artista, che ritroviamo negli autoritratti (qui ce n'è una serie dal 1942 al 1961, che ci mostra come cambi nel frattempo il viso dell'artista e come quegli occhi siano invece l'elemento di continuità).
Come dire: il mio sguardo sul mondo, il mio sguardo di artista è quello di una belva o quello di una vittima, ma comunque è uno sguardo che è dentro le cose, dentro la natura, dentro la sua vitalità anche brutale.
Il colore è l'aspetto che senz'altro colpisce di più, così come la ricchezza di viventi che popola le tele, come già segnalato.
Una chicca della mostra è la motocicletta, una rossa Guzzi 500, appartenuta al pittore.
La mostra è bella e ben organizzata.
Info su apertura, visite guidate e prezzi:www.magnanirocca.it
Il pittore Ligabue è ricordato, tramite un incontro divertente fra il protagonista smemorato e un contadino della Bassa padana, nel mio romanzo La schiuma della memoria, da cui prende origine questo blog. C'è anche un quadro di Ligabue, nel romanzo.
I quadri di Ligabue, senz'altro, sono anche molto narrativi.
Qui sotto un po' d'immagini: due duelli impossibili (Leopardo assalito dal serpente e La vedova nera: quest'ultimo assolutamente gotico e inquietante, qui si nota la ricchezza dei particolari), un autoritratto con moto e infine la moto, quella vera.



sabato 30 aprile 2011

Rifiuti zero: dall'utopia all'obiettivo concreto

Segnalo una bella iniziativa della  associazione ambientalista più attiva a Parma negli ultimi anni, il CCGR (Comitato per la corretta gestione dei rifiuti).
Si giustifica la costruzione del termovalorzzatore, che in realtà è un bel modo di chiamare un inceneritore, dicendo che l'alternativa rifiuti zero non sia praticabile, sia un'utopia irrealizzabile nel breve o medio periodo, su cui puntare nel lungo, ma comunque molto difficile da realizzare anche in futuro. Credo che sia davvero ora di cambiare il modo di guardare le cose. Questa città è stata negli anni settantaun laboratorio di innovazioni in campo sociale e culturale di grandissimo pregio. Il futuro non può essere accantonato per pigrizia mentale, per abitudine a ragionare sempre nello stesso modo, come se fossimo nella società industriale. Siamo  approdati da anni in quella post industriale, dove i modelli produttivi e di consumo devono essere diversi. Quasi tutti i nostri amministratori e i nostri politici, sia a livello locale sia a livello nazionale, sembrano non essersene accorti. O forse, conviene loro così. E allora ben vengano iniziative di altissimo livello come questo, una boccata d'ossigeno per la mente avvelenata dalla mancanza di idee.

L’Alternativa: un’Europa a Rifiuti Zero
I RIFIUTI A PARMA SENZA INCENERITORE
RIFIUTI UGUALE MATERIE PRIME
CAMERA DI COMMERCIO
SALA AUREA
Parma, 6 maggio 2011 - ore 21


CON
MASSIMO CERANI (PROGETTISTA DI
RACCOLTE DIFFERENZIATE), FRANS BECKERS (PRESIDENTE ATTIVITA’ C2C VAN GANSEWINKEL GROEP - NL)
Tecniche di trattamento a freddo, Modelli efficaci di raccolta differenziata, Tariffa puntuale, Maggiore
occupazione, Salvaguardia ambientale
WWW.GESTIONECORRETTARIFIUTI.IT
gestionecorrettarifiuti@gmail.com
info: 331-116.8850

"Per noi Dalla culla alla culla non è un'invenzione ma una scoperta di cosa il nostro lavoro è veramente"
Ruud Sondag, Presidente van Gansewinkel Groep (Multiutility olandese che fattura 1,2 Miliardi di Euro)

Memoria e attualità della P2

La loggia P2 è argomento di assoluta attualità, nonostante non se ne parli. I tentativi di Berlusconi di affossare definitivamente l'Italia nata dalla Costituzione sono ben presenti nel programma della loggia segreta alla quale lo stesso Berlusconi era affiliato. Per questo pubblico volentieri il programma delle inizative che si svolgeranno a Parma sulla P2, sul filo della memoria, ma con intrecci con l'attualità culturale e politica, così come vuole muoversi questo blog.


P2, 30 anni dopo
maggio 1981 - maggio 2011
Sala Teatro Due
Giovedì 12 Maggio 2011


Associazione La Ginestra
Associazione Culturale Il Borgo
con il patrocinio di
Provincia di Parma Università degli Studi di Parma
Libera Cittadinanza Libertà e Giustizia
con la collaborazione di
Associazione
Remo Gaibazzi
Fondazione Teatro Due

Parma dedica una “Settimana” di riflessioni alla P2 in occasione del trentesimo anniversario della sua scoperta.
Il 20 maggio 1981 vengono pubblicati i nomi degli affiliati alla loggia segreta P2, maestro venerabile Licio Gelli: 962 protagonisti insospettabili. Giuliano Turone, giudice istruttore a Milano, e il procuratore Gherardo Colombo, scoprono l’elenco mentre indagano sul fi nto rapimento di Michele Sindona e incontrano il nome di Gelli coinvolto nelle estorsioni del banchiere della mafia. Nella valigia che una segretaria prova a trafugare, ecco la lista. Rivelazioni che sconvolgono la grande politica, giornali, Tv, forze armate, servizi segreti, la stessa massoneria.
Indaga una commissione parlamentare guidata da Tina Anselmi. Sono passati trent’anni, l’Italia forse è cambiata. Il convegno vuol capire come.

Primo appuntamento lunedì 9 maggio,
all’Hotel Stendhal, con la presentazione di un
libro sulla testimonianza di Tina Anselmi.
La “settimana” di rifl essione sull’evento che
ha condizionato fortemente la storia d’Italia si
concluderà venerdì 20 maggio, dalle ore 18, con
un incontro nella sala conferenze dell’Associazione
Il Borgo, in via Turchi 15.
Momento centrale sarà il 12 maggio a Teatro
Due.
Sarà possibile scaricare gratuitamente l’intera
registrazione del convegno, all’indirizzo:www.arcoiris.tv



Programma
MATTINA
Moderatore: Maurizio Chierici
9.30 Piano di Rinascita democratica
di Licio Gelli e lista nomi degli aderenti
Lettura degli attori Giancarlo Ilari
e Angelo Romagnoli
10.00 GIULIANO TURONE, magistrato
“Come abbiamo scoperto la P2”
RAFFAELE FIENGO, giornalista
“P2: Corriere della Sera, Rizzoli
e le man i sull’informazione italiana”
CLAUDIO NUNZIATA, magistrato
“La P2 e le stragi”
12.00 Dibattito
POMERIGGIO
Moderatori: Eugenio Caggiati, Andrea Calzolari
15.30 SANDRA BONSANTI,
presidente nazionale di Giustizia e Libertà
“Radici ed eredità della P2”
GIAMPAOLO MORA,
segretario della Commissione P2
“La guida di Tina Anselmi nella
ricerca della commissione”
SERGIO FLAMIGNI,
membro della Commissione e storico della P2
“P2, una rete internazionale”
ANTONIO PADELLARO,
direttore de “il Fatto Quotidiano”
“Dalla P2 alla P3”
17.45 Dibattito
Conclusioni di Mario Lavagetto

sabato 26 marzo 2011

Non gettiamo il futuro con i rifiuti

Il titolo del post è anche il titolo di un convegno organizzato dall'Istituto Tecnico Statale per Geometri "Rondani" di Parma.
Il sottotitolo spiega le intenzioni del Convegno: "Diminuiamoli e sfruttiamo il loro valore come risorsa".
Gli studenti della classe 5I hanno organizzato tutto con l'aiuto di alcuni docenti, in particolare di Antonio Freddi e Giovanna Rossi.
In queste occasioni la scuola produce partecipazione e conoscenza, sviluppa quindi al meglio, a mio avviso, le sue potenzialità e i suoi compiti istituzionali.
Gli studenti hanno lavorato con passione e serietà e anche con una certa autonomia.
Lo svolgimento è il 31 marzo e 1 Aprile presso il centro congressi Cavagnari in via La Spezia 138, dalle 9 alle 18.00 circa.
Al convegno parteciperanno sia studenti delle scuole superiori di Parma sia la cittadinanza
Vari interventi saranno dedicati ad approfondire e ripensare il concetto di rifiuto nella società attuale e al modo con cui vengono ora trattati; altri invece si soffermeranno sulle soluzioni "ultime" (inceneritori, discariche, rifiuti zero) e al loro impatto. In questa seconda giornata sarà dedicato spazio alla questione della futura costruzione di un inceneritore a Parma.
Il convegno cercherà di essere di tipo dinamico, cioè si cercherà di evitare, per quanto possibile, le lezioni frontali preferendo piuttosto dibattiti, tavole rotonde, interviste, faccia a faccia, question time, filmati, ecc, il tutto attraverso una polifonia di voci (sociologi, avvocati, ingegneri, biologi, chimici, imprenditori, amministratori pubblici, funzionari pubblici, ecc. e tanti, tanti studenti).
Per informazioni:
- facebook "Convegno Rifiuti Parma" 

Segnalo alcuni interventi significativi, mentre il programma completo è visibile sul sito.
dal Programma del 31 Marzo
(Diminuzione dei rifiuti, raccolta differenziata, riciclo, riuso, rifiuti occulti e salute pubblica)

9.30 Ripensare le città, ripensare i rifiuti
Prof. Alessandro Bosi (Sociologo, Università di Parma)
10.15 Le novità sul fronte del riciclo totale
S.ra Poli Carla (Centro Riciclo di Vedelago, Treviso) intervistata da due studenti
12.00 Il futuro è nella differenziata
Tavola rotonda (coordinata da studenti), partecipano Sig. Ciacci Alessio (Assessore
all’ambiente Capannori (LU)), S.ra Aimi Chiara (Responsabile ambiente, Carbognani Metalli),
S.ra Poli Carla (Centro Riciclo di Vedelago, Treviso), Sig. Bianchi Roberto (Presidente ATO2,
Autorità di Ambito Territoriale di Parma), Sig. Dradi Francesco (Legambiente, Parma)
15.00 Presentazione tratta dalla mostra fotografica “Rifiuti-Risorse-Riciclo”. Un racconto
fotografico del ciclo dei rifiuti a Parma
Prof. Vaja Stefano (docente e fotografo)
15.30 Rifiuti e futuro inceneritore. La salute dei cittadini di Parma è a rischio?
Dott. Guerra Manrico (presidente della sezione di Parma dell'associazione medici per
l'ambiente ISDE Italia) e Dott. Maurizio Impallomeni (Dipartimento Sanità Pubblica di
Parma, servizio Ambiente), faccia a faccia con due moderatori (studenti)
17.00 Esempi virtuosi di prevenzione, riduzione e raccolta dei rifiuti
Ing. Cerani Massimo (Consulente nella gestione dei rifiuti, Brescia) intervistato da due
studenti
17.30 La società del troppo. Chi si ferma non è perduto ma è sulla buona strada per salvarsi!
Prof. Triani Giorgio (Sociologo, Università di Verona)

dal Programma del 1 Aprile
(Soluzioni “finali” per i rifiuti? Rifiuti zero, discariche, inceneritori-termovalorizzatori, gassificatori...)
9.15 Rifiuti, discariche e termovalorizzazione a Parma: effetti sul sistema socio-ambientale
Prof. Bodini Antonio (Biologo, Università di Parma) intervistato da due studenti
9.45 I controlli sugli inceneritori
Dott. Forti Stefano (ARPA Emilia Romagna, sez. Modena) e Per. Ch. Mainardi Antonina
(ARPA Emilia Romagna, sez. Parma) intervistati da due studenti
10.15 Un inceneritore nella Food Valley non darà un po’ nell’occhio?
Tavola rotonda (coordinata da studenti),
11.30 E’ possibile arrivare a rifiuti zero nella nostra Provincia?
Sig. Folli Gabriele (Associazione gestione corretta rifiuti e risorse, Parma) e Sig. Castellani
Giancarlo (da confermare) (assessore all’ambiente, Provincia di Parma), faccia a faccia con
due moderatori (studenti)

lunedì 28 febbraio 2011

Una domenica mattina da Feltrinelli

Ieri si è svolta la seconda presentazione del romanzo La schiuma della memoria. Nonostante il maltempo, alle 11,30 c'erano circa trenta persone nella libreria Feltrinelli di Parma, in via della Repubblica, per partecipare alla presentazione del libro. E' andata bene. Alessandro Bosi si è soffermato sulla struttura, sullo stile di scrittura, sulle peculiarità costruttive del romanzo; è stata una lettura più intellettuale che emotiva. Ogni tanto mi dava la parola e io leggevo qualche brano da lui indicato. Poi qualche domanda sull'avventura dello scrivere, che comprende, per quanto mi riguarda, anche la cura di questo blog.
Alla fine qualche saluto a qualche faccia a me nota, ma anche a sconosciute, attratte lì dalla curiosità e non dalla conoscenza diretta dell'autore.
Ringrazio tutti coloro che hanno voluto esserci e in particolare Ilaria e Sara, venute da Reggio Emilia, Piera, proveniente dal cremonese, e Rosanna, che abita a Reggio Emilia, ma veniva domenica mattina da Bologna.
Grazie di cuore, sono davvero bei momenti per chi scrive. Spero anche per chi legge.

sabato 19 febbraio 2011

La schiuma da Feltrinelli

Il romanzo prosegue il suo cammino.
Domenica prossima ci sarà la seconda presentazione. Mi ospiterà la libreria Feltrinelli, che mi ha espressamente invitato a presentare il libro lì. 
Alessandro Bosi mi farà compagnia.
Spero anche molti di voi.
Qui sotto incollo l'invito.
Nelle pagine del blog dedicate al romanzo (vedi sopra), è possibile leggere dei brani e delle recensioni.


DOMENICA 27 FEBBRAIO, ORE 11,30
LIBRERIA FELTRINELLI, VIA REPUBBLICA 2, PARMA
Presentazione del romanzo
di Mattia Toscani
La schiuma della memoria
(Edizioni Montag, novembre 2010)
Alessandro Bosi ne parlerà con me, io leggerò qualche brano del libro.
Siete invitati

"Queste storie, per quanto mi riguarda, sono un limpido riferimento di valori e meritano di non essere dimenticate. Per me la scrittura di questo romanzo è stata necessaria"      

giovedì 3 febbraio 2011

Emilia (o di una scomparsa)

 Città di Montecchio Emilia Ass.ne Sipario Aperto
 DOMENICA 6 FEBBRAIO 2011

EMILIA
(o di una scomparsa)
Spettacolo in tre luoghi per una Terra che non c'è più.
“I Sogni di Emilia”
Ore 14.30
Casa Castagnetti
Piazza Vecchia n° 16
Durata 30 min.
“Emilia cerca casa”
Ore 16.30
Cortile della Rocca
Durata 30 min.
“La favola di Emilia”
Ore 18.30
Palestra
Scuole Elementari
Durata 60 min.
Forse i corpi e le anime sono di Alice, Angelo, Alberto, Antonia, Chiara, Cristiana,
Chiara, Daria, Elisabetta, Federico, Gill, Michele, Patrizia e Oreste.

Ingresso € 5 – gratuito per gli associati Sipario Aperto


Le foto sono di Mattia, Gill e Silvia. Il montaggio è di Mattia e Gill.

E' stata un'esperienza bellissima collaborare in questo progetto di cui vi avevo già parlato il 15 dicembre scorso.
Qui di seguito un assaggio del progetto fotografico da me curato insieme ad altri, che verrà utilizzato nella seconda parte dello spettacolo, nella sala del castello. Le foto che pubblico sono mie.
PARTENZA



VISIONE



CASA



CAOS



giovedì 2 dicembre 2010

La schiuma è servita (-7)

Mancano sette giorni alla presentazione del romanzo La schiuma della memoria, giovedì prossimo è il momento di servire La schiuma con contorno di parole e saluti.
Incollo di nuovo qui sotto l'invito.

GIOVEDI 9 DICEMBRE ORE 17,30
BIBLIOTECA GUANDA, SALA CONVEGNI 1° piano, vicolo delle Asse 5
VERRA' PRESENTATO IL ROMANZO DI MATTIA TOSCANI
"LA SCHIUMA DELLA MEMORIA"
Interventi: Mattia Toscani, che leggerà alcuni brani del romanzo; Roberta Roberti, che intervisterà l'autore;
Luca Toscani, autore dell'illustrazione di copertina

Ci metto anche una foto dell'autore, col cane Puck, labrador di 5 mesi circa, nella neve, in campagna. 

martedì 30 novembre 2010

La schiuma è servita (-9)

Meno nove non è la temperatura alla quale servire una qualche misteriosa emulsione morbida e vaporosa. Si tratta semplicemente dei giorni che mancano al 9 dicembre.
Udite, udite! E' arrivato il momento della presentazione del romanzo.
Incollo qui sotto l'invito che sta girando via mail.
In occasione della presentazione sarà possibile acquistare il libro.
Sarebbe bello riempire la sala con belle facce di lettori e aspiranti tali, conosciute e meno conosciute.
Trascorreremo piacevolmente insieme un'ora e mezzo.
Nel frattempo vi auguro un buon tempo (in ogni senso).
Mattia


GIOVEDI 9 DICEMBRE ORE 17,30
BIBLIOTECA GUANDA, SALA CONVEGNI 1° piano, vicolo delle Asse 5
VERRA' PRESENTATO IL ROMANZO DI MATTIA TOSCANI
"LA SCHIUMA DELLA MEMORIA"
Interventi: Mattia Toscani, che leggerà alcuni brani del romanzo; Roberta Roberti, che intervisterà l'autore;
Luca Toscani, autore dell'illustrazione di copertina

In un paesaggio anomalo, bianco e silenzioso per la neve caduta in maniera abbondante, un’automobile percorre una strada di campagna sull’argine del Po. Una frenata brusca e l’auto esce di strada, il conducente sbatte la testa, è soccorso da un contadino del luogo, ma si rende conto di avere perso la memoria: non ricorda più chi sia, da dove venga e soprattutto che cosa ci faccia un contrabbasso dentro la sua Panda. In quattro giorni e tre notti, fra Parma e la Liguria, lo smemorato affronta lunghe camminate, difficili procacciamenti di cibo e avventure sessuali, mentre la memoria ritorna a poco a poco: è costretto a ricominciare da alcuni punti fermi e dalla responsabilità della scelta. Altri nuclei di storie hanno a che fare con la memoria: la vita libera di un barbone ex-partigiano, il manicomio di Colorno negli anni ’60 e ’70, un'infanzia vissuta negli anni della II guerra mondiale. In una società senza memoria politica e in cui si assiste periodicamente a tentativi di revisionismo della memoria storica, La schiuma della memoria è, appunto, un romanzo sulla memoria individuale e collettiva, che deve essere narrata.

"Queste storie, per quanto mi riguarda, sono un limpido riferimento di valori e meritano di non essere dimenticate. Per me la scrittura di questo romanzo è stata necessaria"      
Mattia Toscani

giovedì 11 novembre 2010

Mangia come scrivi

Ricevo da Gianluigi Negri, curatore della rassegna "Mangia come scrivi" e della mostra che la racconta, la notizia di un evento che si svolgerà in quel di Montechiarugolo. Alla rassegna "Mangia come scrivi" ho partecipato anch'io, coi racconti di Strani risvolti quotidiani e nell'occasione Sergio Manghi ha letto un brano tratto dal mio libro, come prevedeva la formula della serata. 

Mangia come scrivi si mette in mostra
MONTECHIARUGOLO (Parma) - Nata per gioco e per passione nel novembre 2006, la rassegna Mangia come scrivi si è caratterizzata, fin da subito, per la sua formula originale e la leggerezza dei tempi. “1 cena, 3 scrittori x 3 minuti (di reading), 9 opere d'artista”: questa la “ricetta” di un’iniziativa gastronomica-letteraria-artistica di successo, conosciuta in tutta Italia e organizzata per quattro anni alla trattoria Il cigno nero - che ora ha cambiato gestione e si chiama San Quintino 7 - dal giornalista Gianluigi Negri.
Negli spazi del Palazzo civico di Montechiarugolo, da sabato 13 novembre a domenica 23 gennaio, sarà possibile visitare l’esposizione “Mangia come scrivi 2006-2010: cento di questi scatti e… di questi libri”.
  Vi si potranno vedere le foto più belle delle quasi 40 serate che il Comune di Montechiarugolo ha patrocinato in questi anni, raffiguranti gli scrittori e gli artisti più importanti – oltre 150 - che sono stati ospiti della rassegna. Non mancheranno naturalmente i libri, autografati dagli autori stessi al termine di ogni serata.
E, nella mostra voluta dall’amministrazione comunale, il curatore Gianluigi Negri ha inserito anche una collaterale con le opere di tre artisti tutti residenti nel Comune di Montechiarugolo: lo scultore Maurizio Zaccardi, il fotografo Fabrizio Bertolini, la pittrice Deda Artusi. Ognuno di loro esporrà nove suoi lavori, suddivisi in tre percorsi differenti: “Emozioni musicali” di Zaccardi, “Sentieri selvaggi” di Bertolini, “Autoritratti” della Artusi.

giovedì 14 ottobre 2010

Mi piace un sacco

Domani, venerdì 15 ottobre, alle ore 17 presso Maison Olivier in via Bodoni 1/d, si inaugura la mostra di Luca Toscani (yes, my brother), autore della copertina del romanzo La schiuma della memoria.
Il titolo fa riferimento, in modo ironico, alla tecnica utilizzata dal fratellino, che dipinge su tele, sacchi e altri materiali con tecnica mista. La mostra proseguirà poi fino al 30 ottobre, coi seguenti orari:
da lunedì a sabato, 9.30-13.30; 16-19.30. Chiuso il lunedì e il giovedì pomeriggio.
Qui sotto c'è la locandina


Buona esplorazione a tutti