La schiuma della memoria

Qui si parla innanzitutto di un romanzo, uscito nel novembre del 2010 presso le edizioni Montag di Tolentino.
Il titolo è La schiuma della memoria e l'ho scritto io.
Poi si parla e si scrive di altre cose, di fotografie e di film, di libri letti e di teatro, di teatroterapia e di paesaggio. E di altro ancora. L'intenzione è comunque quella di raccordare la memoria con l'attualità per ritrovare il senso perduto degli eventi e per non dimenticare personaggi che con le loro vite hanno scritto pagine di storia non solo privata, ma anche collettiva. Molti di essi sono i miei riferimenti culturali e di valore. Il romanzo stesso dialoga con questi contenuti, in modo dinamico, in costante evoluzione, perché la memoria non è cristallizzazione ma è senso e significato. Mi piacerebbe che la lettura del blog desse anche il piacere della scoperta e di un punto di vista sul mondo spostato dalla norma, in qualche modo sorprendente. Buona lettura.

giovedì 21 marzo 2013

Noi siamo infinito


Torno a scrivere su questo blog dopo tanto tempo, vorrei essere più costante, d'ora in poi. Stasera ne ho proprio voglia.
Lo faccio parlando di un film che ho visto lunedì 18 marzo.
Noi siamo infinito di Stephen Chbosky.
Sembra un film adolescenziale, senz'altro lo è, però...
Noi siamo infinito è un film d'amore, nel senso più nobile del termine. Sull'amore che fa male se viene dato e preso male, ma anche sull'amore che riesce a fare incontrare le affinità elettive. "Accettiamo l'amore che pensiamo e crediamo di meritare". E Charlie, che cela una ferita profonda e un crudele quanto ingiusto senso di colpa, non pensa di meritare altro che la solitudine e il dolore. Non sa come essere felice. Fino a quando incontra Patrick e Sam, un ragazzo e una ragazza più grandi di lui, all'ultimo anno del liceo al quale Charlie si è appena iscritto.
Il titolo originale è Wallflower e Patrick e Sam saranno i primi a coltivare quel fragile "fiore da parete" che si nasconde sotto la timidezza di Charlie: che come un germoglio, rinascerà.
Nutrendosi, per la prima volta, di amicizia e vera accettazione.

Chbosky, pur senza edulcorare il difficile rito d'iniziazione che per tutti è l'adolescenza (con le sue scoperte sessuali, musicali, intellettuali), ha la mano lieve e riesce a toccare il cuore.
Noi siamo infinito non è comunque solo un film sull'adolescenza, ma più ampiamente sul senso che decidiamo di attribuire alle nostre vite e racconta il desiderio, l'aspirazione all'infinito di ogni essere umano.
Ma è anche un film per persone timide e introverse o che così sono state nell'adolescenza, che denota una profonda conoscenza del dolore e della sofferenza che un ragazzo o una ragazza si possono portare dentro. E la voglia di riscatto, che ricalca un po' il sogno americano: perché "noi non possiamo cambiare da dove veniamo, ma possiamo decidere dove andare". In una produzione filmica che rispecchia il mondo sempre più frenetico che ci circonda, alla ricerca di emozioni sempre più forti, da inghiottire in modo bulimico come il pop corn delle multisale, c'era il bisogno di un film che ci ricordasse quali siano le vere emozioni. Che sono dentro ciascuno di noi. E non importa se non sono tutte positive perché la vita vera è così: gioia e dolore, rabbia e senso di pace, speranza e disperazione. E nel film le emozioni si percepiscono nelle situazioni: la solitudine di un adolescente che cammina in mezzo a tanti ragazzi, il senso di colpa per eventi al di fuori del suo controllo, l'euforia per un piccolo gesto, le tragedie, la spinta ad attraversare il tunnel della vita (sulle note di Heroes di David Bowie, brano del 1977) con lo sguardo rivolto alla fine del tunnel, alla libertà dalla sofferenza. Ragazzi che hanno conosciuto il dolore e che hanno tanta voglia di conoscere la felicità. I dialoghi sono interessanti, molto divertenti a tratti, e in tutto il film si respira la consapevolezza, propria di una vita segnata dalle tragedie, del vivere un'esperienza bellissima che inesorabilmente dovrà finire.
E poi il film mi ha mosso delle cose dentro.
Il film è ambientato nel 1991-92, vent'anni fa e sembra un'altra epoca, la è. Per quanto mi riguarda è così: matrimonio e immissione in ruolo a scuola, uno dopo l'altro. E il mio matrimonio non c'è più.
E le cassette musicali, per esempio. Che allora fare una cassetta mista per qualcuno era un impegno di tempo e di dedizione, ci mettevi dentro qualcosa di tuo, sempre. E allora mi è venuto in mente il Piccolo Principe o meglio, la volpe da lui incontrata che dice a un certo punto: "E' il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante". E' nel rapporto col tempo che si gioca la nostra civiltà e anche la nostra verità di esseri umani.
Io ho ancora una piastra TEAC e ascolto ancora dei nastri vecchissimi, per esempio Ci vuole orecchio di Enzo Jannacci, di cui amo in particolare Musical.
E a 52 anni mi riconosco nella previsione di Charlie e mi rivedo l'adolescente di allora, timido e sognatore: "so che un giorno queste diventeranno delle storie e le immagini diventeranno vecchie fotografie, e noi diventeremo il padre o la madre di qualcuno, ma qui, adesso, questi momenti non sono storie, questo sta succedendo, io sono qui, e sto guardando lei… ed è bellissima. Ora lo vedo: il momento in cui sai di non essere una storia triste, sei vivo, e ti alzi in piedi, e vedi la luce dei palazzi, e tutto quello che ti fa stare a bocca aperta. E senti quella canzone, su quella strada, insieme alle persone a cui vuoi più bene al mondo, e in questo momento, te lo giuro, noi siamo infinito!"
Però volevo anche dire un'altra cosa: che di fianco a me, al cinema, c'era una donna bellissima, e una frase di Charlie nel film l'avrei potuta dire io in quel momento, sono quelle magie strane che a volte ti capitano, perché la donna seduta di fianco a me ha due occhi bellissimi:

"Sam hai dei bellissimi occhi scuri, sai. Di quella bellezza che va trattata come una questione importante. Non so se mi spiego".

Insomma, sì, non so se mi spiego
"noi non possiamo cambiare da dove veniamo, ma possiamo decidere dove andare"
Buonanotte

1 commento:

Anonimo ha detto...

A me fai quasi venire da piangere! :( bello ciò che hai scritto!!!