La schiuma della memoria

Qui si parla innanzitutto di un romanzo, uscito nel novembre del 2010 presso le edizioni Montag di Tolentino.
Il titolo è La schiuma della memoria e l'ho scritto io.
Poi si parla e si scrive di altre cose, di fotografie e di film, di libri letti e di teatro, di teatroterapia e di paesaggio. E di altro ancora. L'intenzione è comunque quella di raccordare la memoria con l'attualità per ritrovare il senso perduto degli eventi e per non dimenticare personaggi che con le loro vite hanno scritto pagine di storia non solo privata, ma anche collettiva. Molti di essi sono i miei riferimenti culturali e di valore. Il romanzo stesso dialoga con questi contenuti, in modo dinamico, in costante evoluzione, perché la memoria non è cristallizzazione ma è senso e significato. Mi piacerebbe che la lettura del blog desse anche il piacere della scoperta e di un punto di vista sul mondo spostato dalla norma, in qualche modo sorprendente. Buona lettura.

domenica 12 giugno 2011

Una rosa per Enzo Del Re

Il 7 giugno scorso è morto Enzo Del Re. Era nato a Mola (BA) nel 1944. Musicista autodidatta, cantastorie anarchico, cantautore di strada, considerato un maestro da Daniele Sepe e da Vinicio Capossela. Unico strumento che utilizzava nelle sue performance dal vivo, che pretendeva fossero di otto ore, perché tanto dura la giornata di un operaio, era una sedia, su cui batteva le mani a tenere il ritmo. L'altro strumento era semplicemente la sua voce. Aveva scelto la sedia per riscattarne l'immagine terrificante della sedia elettrica, per sovrapporre a uno strumento di morte un oggetto fondamentale nella cultura contadina. Sulla sedia si sedeva chi raccontava la storia nei filò della stalla, gli altri ascoltavano in piedi o seduti per terra. I suoi testi erano pieni di giochi di parole e di ironia. Dopo aver lavorato con Dario Fo verso la fine degli anni Sessanta, ottenne un successo, non certo commeciale, ma di fama, nel 1977, quando un suo brano, Lavorare con lentezza, divenne la sigla di Radio Alice a Bologna e uno dei pezzi simbolo del movimento di protesta generazionale di quell'anno.
Nel 2004 un film di Guido Chiesa, che ricordava la Bologna del 1977, intitolato appunto Lavorare con lentezza, aveva riacceso l'interesse intorno a lui. Nel 2010 riceve un riconoscimento alla carriera dal Premio Tenco, dopo le apparizioni nelle tournee di Vinicio Capossela e dei Tetes de bois.
In dialisi da qualche anno, viveva con la pensione sociale di 300 euro al mese.
Su you tube è reperibile diverso materiale, fra cui il video di Scittrà e la sua apparizione sul palco del 1° maggio 2010, con Vinicio Capossela.
"Lavorare con lentezza/senza fare alcuno sforzo/chi è veloce si fa male e finisce in ospedale/lavorare con lentezza, la salute non ha prezzo/QUINDI rallentare il ritmo.// Lavorare con lentezza/senza fare alcuno sforzo/pausa pausa ritmo lento/sempre fuori dal motore/vivere al rallentatore. //Ti saluto ti saluto/ti saluto a pugno chiuso/nel mio pugno c'è la lotta/ contro la nocività."
Qui sotto un link per chi desiderasseleggere l'omaggio tributatogli da Vinicio Capossela, pubblicato da Repubblica on line.
http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2011/06/12/news/capossela_enzo_del_re-17589067/?ref=HREC1-12
Noi lo salutiamo con una rosa e con le parole di Daniele Sepe: "Buon viaggio, Enzo, una sedia la troverai pure dove stai adesso. E il biglietto di sicuro non l'avrai voluto pagare".
E con la foto della scritta che è rimasta a Bologna in via del Pratello, che ho fotografato nel dicembre dello scorso anno.

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