La schiuma della memoria

Qui si parla innanzitutto di un romanzo, uscito nel novembre del 2010 presso le edizioni Montag di Tolentino.
Il titolo è La schiuma della memoria e l'ho scritto io.
Poi si parla e si scrive di altre cose, di fotografie e di film, di libri letti e di teatro, di teatroterapia e di paesaggio. E di altro ancora. L'intenzione è comunque quella di raccordare la memoria con l'attualità per ritrovare il senso perduto degli eventi e per non dimenticare personaggi che con le loro vite hanno scritto pagine di storia non solo privata, ma anche collettiva. Molti di essi sono i miei riferimenti culturali e di valore. Il romanzo stesso dialoga con questi contenuti, in modo dinamico, in costante evoluzione, perché la memoria non è cristallizzazione ma è senso e significato. Mi piacerebbe che la lettura del blog desse anche il piacere della scoperta e di un punto di vista sul mondo spostato dalla norma, in qualche modo sorprendente. Buona lettura.

venerdì 12 novembre 2010

Una rosa per Benigni

Non ho dubbi, questa settimana.
La rosa è assegnata a Roberto Benigni.
Perché mi ha fatto ridere, perché mi ha commosso, perché ha costruito un intervento di livello elevatissimo, contribuendo a fare di rai tre l'unica possibile tv di servizio pubblico.
Quanto era lontana la tv spazzatura da Vieni via con me, in onda lunedì scorso 8 novembre.
E il livello è stato innalzato proprio da Benigni, che non ne sbaglia una, ogni volta che appare in tv.
Ricordo i tempi di Televacca, in bianco e nero, anni settanta. E le sue apparizioni a L'altra domenica, il programma di Renzo Arbore. E poi un crescendo di partecipazioni rarefatte e significative come ospite.
Voglio ricordare qui i momenti più alti di lunedì sera. 1)L'appello a Sandokan Schiavone: "Se vale la legge del taglione, non ammazzarlo con la pistola (Saviano, ndr), ammazzalo con un libro, scrivi anche tu".
2)Micidiale la battuta su escort e mafia, in riferimento a una delle mille versioni su Ruby (alias la pseudo nipotina di Mubarak, ma che fantasia 'sto silvio) di Berlusconi, del tipo: Me l'ha mandata la mafia per incastrarmi. A tal proposito il nostro giullare migliore ha chiesto a Saviano: "Ma a te la camorra le ha mandate le escort per incastrarti?".
3)Eppoi quel finale con la canzone sui possedimenti di Berlusconi, E' tutto mio. Un testo diretto ed efficacissimo, indimenticabile il finale: "Io compro tutto dalla a alla zeta, ma quanto costa questo cazzo di pianeta? Lo voglio io, lo compro adesso, poi compro Dio, sarebbe a dir compro me stesso".
E il delirio di onnipotenza è servito.
Chissà perché per efficaci affondi a Berlusconi e al radicato berlusconismo abbiamo la necessità di affidarci  a un comico.
Forse perché "sarà una risata che li seppellirà".
Intanto brindo con un bicchiere di lambrusco e assegno una rosa a Roberto Benigni.
Buon fine settimana a tutti
Mattia

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